Il Subbuteo, l'appassionante sport a “punta di dito”, è stato ideato nel 1947 dall'inglese Peter Adolph. L'amore per l'ornitologia suggerì ad Adolph il nome per la sua invenzione: “Subbuteo”, dal nome latino del falco lodolaio, che, quando si lancia sul suo obiettivo, ben raramente manca la meta. Un termine appropriato per uno sport-hobby che richiede soprattutto un'astuzia ed una tecnica particolari. Il Subbuteo è sostanzialmente un calcio da tavolo: campo di gioco in panno verde tracciato di bianco come un vero campo di calcio, giuste dimensioni in miniatura delle porte (tutto il complesso Subbuteo è in scala), accessori come reti, transenne giro-campo, tribune, piloni illuminanti il campo dai quattro lati, tabellone per i risultati, ecc. I vari accessori che si amalgamano e che formano lo scenario (a noi tifosi così familiare), di un campo calcistico, sono il risultato di un appassionato e scrupoloso studio e di metodici esperimenti che hanno reso possibile far rivivere nella propria casa il fascino e l'eccitamento delle indimenticabile domeniche calcistiche.

Le miniature-calciatori sono figurine splendide che riproducono fedelmente vere squadre di calcio (ce ne sono oltre 320) nei rispettivi colori, e sono fissate sulla caratteristica base semisferica bilanciata, che permette di realizzare il gioco “d'effetto” e di scartare l'avversario come nel vero calcio. Le regole di gioco sono praticamente le stesse del calcio: corner, falli, calci di punizione diretti e indiretti, calci di rigore, rinvii da fondo campo, rimesse laterali...I ventidue calciatori in miniatura si muovono liberamente e indipendentemente sul campo, a seconda della mentalità tecnica e dell'intelligenza tattica del giocatore e dall'abilità a colpire “a punta di dito”: la palla viene “calciata” dalla miniatura, manovrata a sua volta dalla punta del dito indice o medio, il più congeniale al giocatore”.(Panno Verde Subbuteo, Io Beverini, La Litotecnica Bologna, 1980).

Le parole scritte nel libro di Beverini, che per gli appassionati è come una reliquia, descrivono al meglio le caratteristiche e soprattutto lo spirito del Subbuteo.

La storia racconta che in realtà una prima forma di calcio da tavolo sia stata ideata dai marinai inglesi che, non potendo giocare a football sulle navi, fabbricarono con il piombo, delle sagome di giocatori in miniatura: era la fine dell'Ottocento. La English Football Association commercializzò l'idea, ma il vero gioco prende forma nel 1929, sempre in Gran Bretagna con il “New Footy” creato da W.L. Keeling, che poi venderà nel 1965 alla Subbuteo Sports game, che nel frattempo conquista il mercato con il Subbuteo che conosciamo.

Il Subbuteo è un gioco che si è diffuso in molte parti del mondo (perfino insospettabili): un'indagine svolta in Gran Bretagna nel 2002 ha rivelato che il 90% dei padri over 30 inglesi possedeva nell'armadio il mitico panno verde.

Negli anni '70 il Subbuteo sbarca in Italia, inizialmente con pochi pionieri contagiati, ma non trascorre molto tempo prima che l'epidemia si diffonda tra i giovani dell'epoca. Negli anni 80 i giocatori di Subbuteo sono circa 7 milioni e l'azienda arriva a produrre 750 kit di gioco. Il dito magico del campione del mondo di Subbuteo Andrea Piccaluga, viene assicurato per circa 400 milioni di lire.

Nel corso degli anni 90 comincia il declino, dopo anni di crescita e di successi: l'azienda produttrice del gioco, la Subbuteo Sports Games Ltd, compagnia della Waddington Games, fu acquisita dalla multinazionale Hasbro, che però nel 2000 interruppe la produzione del gioco considerandolo non più competitivo dopo l'avvento delle consolle per videogiochi.

La famiglia Parodi, distributrice per l'Italia del marchio Subbuteo, ottiene dalla Hasbro di produrre ancora il gioco fino al 2003 per poi perdere definitivamente la licenza. Così gli stessi distributori diventano produttori creando il brand Zeugo, mantenendo ancora in vita il Subbuteo e premettendo allo stesso di essere presente negli scaffali dei negozi di giocatoli a disposizione delle future generazioni.

La crisi del Subbuteo degli anni 90 (diminuzione e abbassamento della qualità della produzione, calo dei giocatori agonisti e non) coincide con la nascita del Calcio da Tavolo inteso come disciplina-agonistico sportiva. Nei tornei ufficiali cominciano a svilupparsi materiali (soprattutto basi) alternativi a quelli ufficiali Subbuteo, di produzione artigianale i quali mirano a migliorare le performances di gioco. In particolare i nuovi tipi di basi garantiscono maggiore stabilità, morbidezza nell'aggancio e facilità nell'effettuare spettacolari tiri a pallonetto. Ecco quindi nascere tanti nuovi produttori di basi, campi da gioco, portieri e squadre, tra le quali si annoverano le fotorealistiche squadre decals, l'esatta riproduzione della realtà in miniatura.

La disponibilità di tutti questi materiali e la vasta possibilità di scelta per l'agonista o semplice appassionato, contribuiscono certamente a tenere in vita il gioco che attualmente in Italia vanta circa 1000 tesserati alla FISCT (Federazione Italiana Sport Calcio Tavolo) ed innumerevoli altri appassionati che continuano a giocatore al cosiddetto Old Subbuteo che mantiene le vecchie regole ed i vecchi materiali.

Tuttavia la grande sfida di questo bellissimo gioco nei prossimi anni sarà quella di coinvolgere quanto più possibile i giovani ed i giovanissimi i quali rappresentano il futuro del Subbuteo e del Calcio da Tavolo e senza i quali rischierebbe di scomparire soffocato da videogiochi ed alta definizione.

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